Patrizia Panico 200 presenze in Nazionale insegue Carolina Morace

28.10.2014 15:17 di Alessandro Pizzuti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Corriere dello Sport
Patrizia Panico 200 presenze in Nazionale insegue Carolina Morace

Nei nomi l’iniziale doppia porta fortuna, come l’ora doppia quando si incontra per caso; una qualunque, 08.08 vale un desiderio come 19.19. PP invece non è un’iniziale doppia qualunque, sta per Patrizia Panico. P anche come pallone, lei è il calcio femminile. Donna riservata nelle sue cose e garibaldina in campo e per il movimento del calcio femminile, a quasi 40 anni non si è stancata di fare gol.  Irrimediabilmente laziale, proprio nella Lazio femminile è iniziata la sua avventura in serie A nel 1993. Poi la separazione e il ritorno, lo scudetto e l’addio. Patrizia ha girato l’Italia con i suoi gol: più di 500 in serie A. Ha fatto le fortune di Modena, Torres e Bardolino e ora tocca al Verona beneficiare dell’effetto della doppia P portafortuna. Patrizia Panico, tredici volte capocannoniere, pluriscudettata, non è sazia perché le mancano i trofei internazionali. Capitano della Nazionale femminile di Antonio Cabrini, sabato a Rieti è stata premiata per la partita numero 200 in azzurro. Il vero premio è stato battere l’Ucraina 2-1 nell'andata dei play off di qualificazione ai Mondiali del prossimo anno. Il gol di Patrizia è mancato d'un soffio, dopo una spettacolare semirovesciata. «Inseguo un risultato internazionale per soddisfazione personale ma soprattutto per l’Italia. Siamo una bella squadra. Possiamo andare avanti e ambire a qualcosa di importante». Mercoledì il ritorno in casa delle ucraine. Dopodiché gli ultimi 180 minuti contro Olanda o Scozia, le altre spareggianti, pagheranno il biglietto per Canada 2015. 

 Il ct Cabrini, quelli che... il 1982, campione di un Mondiale indimenticabile, ha trasferito un bel po’ di sé e di quella esperienza. Ha fatto da cassa di risonanza e ora vuole risultati. «Ero bambina allora, ma tifavo e correvo nelle piazze a festeggiare, ricordo bene tutto del 1982. E’ chiaro che Cabrini sa come affrontare il mondiale».

L’Italia del calcio come le azzurre della pallavolo? «Io sono impazzita per loro. Ho chiesto anche la maglia di Diouf. Purtroppo nel nostro calcio manca la cultura e l’informazione e impera un’ottica maschilista. Noi però ora dobbiamo arrivare ai Mondiali e dopo sperare che l’Italia faccia da traino al movimento»

L'ETA' DELLA COSCIENZA -  Entra nell’età della consapevolezza, dell’io sono. PP, la fortuna del calcio italiano, sta per chiudere un ciclo che per lei è vita. A febbraio compie 40 anni, punta a un altro scudetto, al record di cannoniere della Nazionale di tutti i tempi (è a 4 gol dai 105 di Morace), alla laurea in scienze della comunicazione, le manca un solo esame. E se Patrizia Panico è tutto questo, non è solo merito della fortuna dell’iniziale doppia, e allora cos’è, infaticabile donna? «Lavoro, sacrificio, costanza. Quando ti impegni così non si fanno calcoli di convenienza e alla fine raccogli soddisfazioni».

Il 2015 sarà «l’anno di fuoco», la fine e l’inizio. La battagliera Panico sa da dove viene e dove vuole andare. «Lasciare la Torres, il posto, le persone, le abitudini è stato difficile e un dispiacere, ma non c’era futuro per me. Quando non pagano... - spiega Patrizia - E’ il limite dello sport dilettantistico. Lotterò, come ho fatto finora, perché si passi al professionismo. Far parte delle squadre maschili? Sarebbe un primo passo. Il calcio femminile è terreno fertile». 

IL TEMPO DEI SOGNI - Il Mondiale significa vedere da vicino il suo sogno, il Giappone. «Quello mi affascina, ma ci sono diverse nazioni che hanno fatto passi avanti, come gli Stati Uniti e la Francia». 

Il Giappone però vuol dire altro. «Sogno di andare là, mi piace quel Paese e la sua cultura. Il loro calcio è simile al nostro. Non sono mai stata in Giappone, non ho avuto tempo finora. Appena mi fermo...». 

Non è lontano quel giorno vero, esagerato capitano del calcio italiano? Sorride Patrizia: «E sì... questo è l’ultimo anno ed è un anno di fuoco».