Setterosa prima sconfitta con polemica

 di Alessandro Pizzuti  articolo letto 1254 volte
Fonte: corriere.it
Setterosa prima sconfitta con polemica

«Questa non è pallanuoto, è lotta greco-romana». E se a dirlo è la nostra grande centroboa, Elisa Casanova, 100 chili di simpatia e il più bel gol (per ora) di questa Olimpiade di waterpolo (una «beduina» da standing ovation), bisogna credere che la faccenda si un po’ seria, almeno. Il Setterosa comincia la sua avventura olimpica con una sconfitta (8-10) e una polemica. L’Italia finisce battuta dall’Australia al termine di una partita in cui le nostre hanno certamente commesso molti errori (con l’uomo in più, in fase difensiva), ma in cui le australiane, definite «dirty» dalle inglesi, cioè sporche e cattive nel gioco, effettivamente attuano un pressing alto molto violento sotto il pelo dell’acqua, ai limiti, se non oltre, il lecito.

Il tutto tollerato dagli arbitri Rotsart (Usa) e Juhasz (Ungheria). Elisa rincara: «Se consentono di giocare così, allora chiunque può vincere, anche la Gran Bretagna». Cioè la squadra più debole, presente solo come Paese ospitante e per cui è stato cambiato il regolamento e nessuno verrà escluso ma tutti giocheranno i quarti. Il tecnico Fabio Conti conferma: «Non avremmo mai potuto vincere. Io credo che gli arbitri, nelle loro riunioni, rivedendo questa partita decideranno di cambiare registro».

Sconfitta a parte, l’allenatore ci crede: «Ho visto cose che volevo vedere, come successe agli Europei di Eindhoven, in occasione della sconfitta d’esordio con la Grecia». Allora le azzurre furono d’oro. Detto questo, ripetiamo sempre l’assioma del caimano Eraldo Pizzo: «Gli arbitri vanno messi in condizione di non nuocere». E forse il Setterosa, in alcuni frangenti, ha concesso/sprecato troppo, fischi non fischiati a parte.