Italia Under 20 campione del mondo

20.08.2013 11:53 di Alessandro Pizzuti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Francesco Lorenzato & Davide Potenza
Italia Under 20 campione del mondo

L’Italia Under 20 di pallanuoto è campione del mondo! Il successo finale sulla Croazia è il coronamento di un cammino che non ha conosciuto soluzione di continuità, frutto di una generazione di giovani fenomeni che permette all’Italia di sognare anche in ottica futura. Saranno loro gli elementi del Settebello che verrà.

Fino ad una settimana fà, se qualcuno ci/vi avesse chiesto cosa fosse Szombathely, avremmo risposto una tipica salsa caucasica o creduto alla messa in atto della più classica delle supercazzole. Da ieri sera, rimarrà nella memoria di tutti gli appassionati di pallanuoto come la località ungherese che ha ospitato l’ultimo mondiale Under 20, la rassegna che ha innalzato l’Italia sul tetto del globo. Al termine di un cammino trionfale, gli azzurrini di Nando Pesci hanno superato anche l’ultimo ostacolo, quella Croazia già battuta al torneo di Zagabria 12-4 e sconfitta nuovamente 10-7 nel momento più importante della loro giovane carriera. Coloro che sono riusciti a vedere la partita in streaming grazie ad un sito ungherese che come si può immaginare era il festival della consonante, hanno potuto ammirare un match iniziato in sordina e poi totalmente appannaggio dell’italia dall’intervallo lungo in poi. Un’Italia che ha prima lasciato sfogare la nazionale a scacchi per poi sfiancarla alla distanza, palesando una superiorità tecnica, atletica e mentale non arginabile. Se nei primi due quarti la Croazia era riuscita a tamponare le offensive italiane, col passare dei minuti è uscita la maggior classe dei nostri. I croati non riuscivano a tenere più lontani dalla porta Di Fulvio e compagni, che al contrario hanno aumentato la propria pressione difensiva e rinfrancati da alcune parate importanti del portiere Vassallo schierato al posto del capitano storico Vespa, hanno piazzato il break decisivo.

E’ stata la partita e il mondiale della consacrazione internazionale di Francesco Di Fulvio, attaccante nativo di Pescara classe ’93 in forza alla Rari Nantes Florentia, piccola grande stella che ha fatto tutta la trafila nelle selezioni giovanili e già esordito in nazionale A. Se in passato aveva dimostrato qualche limite nel dimostrare tutto il suo immenso talento nel momento decisivo, da ieri questo non lo si potrà più dire. In perfetto orario con la personale tabella di marcia, Di Fulvio ha compiuto il definitivo salto di qualità che gli permetterà di sognare, ma neanche troppo, un posto fisso in nazionale maggiore già nel prossimo futuro. E’ stato il mondiale dei due portieri Lorenzo “Lollo” Vespa e Gabriele Vassallo, entrambi protagonisti attivi nel successo. Poi Nicholas Presciutti e Andrea Fondelli, rispettivamente fratello e figlio d’arte, Alessandro Velotto, Vincenzo Renzuto, Tommaso Vergano, Lorenzo Bruni, Tommaso Busilacchi, Luca Cupido, Vincenzo Dolce, Jacopo Alesiani e Umberto Esposito. Un gruppo bicampione d’Europa e da ieri campione del mondo in carica, frutto di una generazione di fenomeni che ha scritto la storia della pallanuoto tricolore giovanile e che si candida a riprendere pennino ed inchiostro per scrivere quella della nazionale maggiore.

Continua il momento d’oro, che dura da più di due anni, della palla grippata italiana. Il Settebello di Sandro Campagna ha vinto il Mondiale 2011 di Shanghai, è giunto secondo alle ultime Olimpiadi e si è arreso solo in semifinale nell’ultimo mondiale di Barcellona, classificandosi al quarto posto. Per Rio si candida ad un ruolo di primissimo piano a patto che peschi dalla selezione Under 20. Perchè se è vero che in una competizione come le Olimpiadi, è di grande importanza avere una rosa esperta e in grado di gestione le pressioni piuttosto che una colma di giovani talenti rampanti, è vero pure che lo staff di Sandro Campagna dovrebbe per un attimo mettere da parte l’assillo del risultato e pensare ad una programmazione in ottica futura. Crediamo che nel mondiale di Barcellona fosse giusto proseguire con il gruppo che aveva alzato le mani al cielo in Cina e sfiorato la medaglia a cinque cerchi a Londra, ma ora in ottica Rio ci sembra doveroso pescare dal proprio “vivaio”. Infatti, la fine dell’Olimpiade, che sia felice o triste, segnerà la fine del ciclo d’oro dei vari Tempesti, Felugo, Presciutti (Christian) e  il termine del contratto dello stesso commissario tecnico. Vi immaginate che cosa significherebbe ripartire dal principio con i vari Di Fulvio, Vespa, Presciutti (Nicholas) e Fondelli senza che questi abbiano acquisito un minimo di esperienza ai massimi livelli? Significherebbe, salvo miracoli, steccare le competizioni future nel nome dei successi del passato. Un comportamento non da federazione vincente e lungimirante quale dovremmo e avremmo, onestamente, tutti i requisiti per essere. E allora iniziamo a buttare nella mischia questi ragazzi nelle numerose amichevoli che ci troviamo a disputare, non per i sessanta secondi finali contro l’Olanda o squadre simili di gatti senza collare. Iniziamo a fargli assaggiare le piscine che valgono realmente, a mettergli di fronte i Sukno e i Filipovic della situazione. Iniziamo a credere in loro senza porgli limiti, perchè poi sarà troppo facile dargli addosso nel caso in cui non dovessero ripetere le gesta di Tempesti & Co e rispettare le attese mirabolanti che i successi giovanili hanno generato nei loro confronti.

Una generazione d’oro di questo tipo va esaltata ma anche protetta dagli sciacalli che vi si potrebbero abbattere in futuro. Il loro cammino a livello giovanile termina con il trionfo di ieri in terra ungherese, ora ci aspettiamo che inizi quello maggiore. Segnatevi questi nomi perchè se messi in condizione di fare del proprio meglio, hanno tutte le carte in regola per diventare icone di un intero movimento. Nel frattempo hanno dipinto di azzurro il cielo della cittadina impronunciabile. Campioni del mondo!