Manassero vince il Maybank Malaysian Open

18.04.2011 11:30 di  Alessandro Pizzuti   vedi letture
Fonte: La Stampa.it
Manassero vince il Maybank Malaysian Open

Teen sensation domani diventa maggiorenne. E per il suo compleanno l’ha combinata davvero grossa: ha vinto con 272 colpi (66 71 67 68, 16 sotto par), il Maybank Malaysian Open, tappa del Tour Europeo che si è disputata sul percorso del Kuala Lumpur nella capitale della Malesia. Con un piglio da veterano, il veronese si è mangiato il nordirlandese Rory McIlroy, terzo con 274 colpi (69 64 72 69), il numero 1 al mondo Martin Kaymer, nono con 280, e Charl Schwartzel, neo vincitore del Masters di Augusta, 11° con 281. Con questa seconda impresa, dopo il titolo dello scorso anno in Spagna nel Castello Masters Costa Azahar, Matteo aggiunge un assegno di 288.466 euro al suo gruzzolo, sale all’11° posto nell’ordine di merito europeo, entra tra i top 35 del ranking mondiale e conquista l’esenzione nel circuito fino al 2013 (ossia potrà giocare indipendentemente dalla posizione nell’ordine di merito). Non ultimo potrà disputare gli ultimi due tornei stagionali del WGC, il Bridgestone Invitational e l’HSBC Champions. «E’ meraviglioso - ha detto Manassero - è un gran giorno. E’stato un finale molto combattuto, giocato colpo su colpo con McIlroy e Bourdy, entrambi fino all’ultimo green in corsa per la vittoria. Non è stato facile mantenere la concentrazione ed estraniarmi dall’atmosfera circostante, ma sono riuscito a rimanere calmo e a raggiungere il mio obiettivo. Certamente ottenere questo titolo a due giorni dal mio diciottesimo compleanno è grandioso".

Cose da far girare la testa, se si pensa che esattamente un anno fa Matteo stravinceva la sua ultima gara da dilettante, il Trofeo Umberto Agnelli, al Royal Park di Torino: «Da domani il golf sarà il mio lavoro», aveva dichiarato. «Con i primi guadagni mi piacerebbe una bella macchina, ma prima dovrei prendere la patente». Ora la macchina è pronta, quella dei suoi sogni: una Bmw X3 nera. E sono pronti altri contratti, che per la prima volta il «golden boy» potrà firmare da solo. Già perchè fino alla maggiore età era neccessaria la firma di mamma Francesca o papà Roberto: «Avere 18 anni significa avere finalmente la patente e quindi maggiore libertà negli spostamenti. Ma vuol dire anche più indipendenza in generale, dalle cose serie, come gli affari economici e bancari, a quelle più banali». Ma di andare a vivere da solo non se ne parla: «Resto con la mamma». Che dal canto suo ha già pronto il regalo per il compleanno, nel giardino del Bed@Brekfast che gestisce con il compagno tra Verona e il lago di Garda: «Un piccolo campo pratica e una palestra: così nel poco tempo libero che trascorrerà a casa, non dovrà più fare la spola tra Verona e Monza».

Un anno che sembra un’eternità: ha infranto tutti i record di precocità, ha lasciato i banchi di scuola e cercherà di conseguire il diploma seguito da un tutor, è stato mollato come un teen ager qualsiasi dalla fidanzatina golfista veronese: «Mi ha lasciato, ma d’altronde sono sempre via. Però mi piacerebbe incontrare Penelope Cruz...». In campo sembra un veterano, cammina lungo i farways come se facesse parte del Tour da decenni, sui green è una macchina: ma quel’è l’età che si sente veramente? «Quella di un diciottenne, che poi sono io. Il fatto che in campo con il mio caddie si prendano le decisioni giuste, non significa che mi senta più maturo della mia età...». Qual’è il piccolo Matteo? «Quello maniaco dell’Apple, quello che tra un torneo e l’altro si diverte con la Playstation, con il gioco della Fifa perchè sono pazzo per il calcio, sono milanista, e quello che ride con gli amici di sempre: è uno spazio tutto mio che difendo".